Cosa influenza il prezzo di un indice?

Gli indici sono strumenti che misurano le prestazioni generali, la crescita e la salute di un’intera economia o di un settore industriale. Valutando le prestazioni collettive delle principali aziende abbiamo la possibilità di avere una panoramica di un mercato nazionale o di un intero settore industriale, qualcosa di assolutamente impensabile se seguissimo il valore di un singolo titolo azionario.

Ad esempio, ipotizziamo che un investimento di $ 1.000 su una società tech permetta di realizzare un profitto annuale del 12%. Per comprendere se si tratti di un buon investimento dobbiamo utilizzare come punto di riferimento la crescita, nello stesso periodo, del Nasdaq 100 e metterla a confronto con il nostro 12% per capire se il rendimento è stato buono, medio o sotto la media.

Tra gli indici che fanno registrazione il maggior numero di operazione di trading su Plus500 ricordiamo S&P500 (USA500), DAX30 (Germania30) e il FTSE 100 (UK100). Plus500 offre anche CFD su indici esclusivi relativi a dei settori specifici, ad esempio l'Indice Cripto 101, l'Indice di titoli di cannabis, l'Indice dei giganti del settore immobiliare e molti altri.

Pur essendo interessante seguire le società di maggior successo nella loro crescita personale è importante comprendere quello che muove il valore di un indice.

Schermo laptop con indici

Come viene creato un indice

Quando si scelgono le società da inserire in un indice è importante selezionarle in modo che possa essere utile per gli investitori.

Ad esempio nel 1984 gli investitori dimostrarono interesse nel tracciare le 100 aziende più importanti quotate alla Borsa di Londra. Financial Times Stock Exchange (FTSE), un'organizzazione privata, decise di incaricarsi di esaminare i report sugli utili e i registri contabili di tutte le società quotate alla London Stock Exchange (LSE).

Questa ricerca ha aiutato a comprendere la reale capitalizzazione di mercato di ogni società quotata alla Borsa londinese. Successivamente sfurono selezionate le 100 società più grandi per quanto riguarda la capitalizzazione di mercato e le inserirono in un indice. Ogni trimestre gli analisti del FTSE si riuniscono per esaminare i nuovi report sugli utili per valutare quali società fanno ancora parte delle prime 100, quali società invece non ne fanno più parte e quali società hanno il diritto di occupare i posti lasciati vuoti.

Plus500 offre ai trader la possibilità di fare operazioni di trading su questi indici.

Come si calcola il valore di un indice

Se si sommasse il valore totale delle 100 principali società del London Stock Exchange (FTSE 100), potrebbe rendere complicato comprendere le prestazioni dell’indice sul lungo periodo.E per questo esistono due formule matematiche utilizzate per scomporre il valore in trilioni a dei valori calcolati in migliaia e ben più facili da comprendere.

Valutazione della capitalizzazione di mercato corretta per il flottante

Se una società, al momento in cui entra in Borsa, emette 1.000 azioni, questo non significa necessariamente che potranno essere acquistate tutte le 1.000 azioni o che queste siano disponibili per operazione di trading nel mercato aperto. La società potrebbe decidere che 850 azioni (85%) possono essere acquistate e vendute liberamente sul London Stock Exchange, mentre le restanti 150 azioni (15%) potrebbero essere assegnate ai direttori dell’azienda. Il valore della società, per quanto riguarda l’indice, sarà calcolato sulle 850 azioni disponibili sul mercato, escludendo il 15% non negoziabile. Il termine che si utilizza per queste azioni disponibili a tutti gli investitori è “flottante”.

Questo valore può essere calcolato come segue:

(Tutte le azioni società - Azioni bloccate) X Valore del titolo azionario = Valore del flottante

Nel 1984 FTSE creò il FTSE 100 e gli diede un valore iniziale di 1.000 punti. Un numero che fu ottenuto facendo una semplice equazione:

Capitalizzazione di mercato (Market Cap) corretta per il flottante combinato delle 100 principali società LSE =1000

Il trimestre successivo fecero un altro calcolo (Nuovo Market Cap/ Market Cap precedente) x 1000= Valore in punti del Q2 del FTSE100

Utilizzando questa formula è possibile calcolare quanto sia cresciuto il valore delle società e quindi il valore in punti del FTSE 100.

Nota: Per permmettere ai fondi una gestione più semplice le società devono dimostrare di avere una capitalizzazione di mercato equivalente a quella della 90° società e possono scendere fino alla 111° posizione prima di essere rimossi dall’indice.

Valutazione ponderata del prezzo

Un altro metodo di calcolo è quello che tiene in considerazione il valore delle azioni rispetto alla capitalizzazione del mercato della società.

Per calcolare un indice utilizzando questo metodo è necessario creare una lista di società, proprio come quella che creò FTSE, l’unica differenza è che questa volta faremo attenzione solamente al loro valore e a nient’altro. Questo è il sistema che utilizzarono Charles Dow e Edward Jones quando crearono il Dow Jones Industrial Average (DIJA) nel 1885.

Iniziarono creando un paniere delle 30 società più grandi quotate in Borsa negli Stati Uniti, dando lo stesso peso al valore dei titoli azionari di queste società. E per calcolare il valore di questo indice, utilizzarono un divisore pche gli permettesse di calcolare la media delle azioni.

Valore totale di ogni titolo singola azione / divisore (ad esempio 1000) = Valore dell'indice

Nota: Il valore del divisore non è reso noto ed è cambiato regolarmente per evitare che ci possa essere un’eccessiva volatilità.

Nonostante il DJIA e il S&P 500 spesso mostrino lo stesso andamento non sono due indici che possono essere paragonati tra loro. Alcuni critici del metodo di calcolo con ponderazione del peso delle azioni sottolineano che questo metodo non tiene conto dei frazionamenti delle azioni, dell’emissione di nuove azioni o di altre fluttuazioni.

Plus500 offre ai trader l’opportunità di aprire ordini CFD utilizzando questi indici come sottostanti.

Comprendere le fluttuazioni dell’indice

E dopo aver spiegato come si calcolano gli indici possiamo cercare di capire le loro variazioni, i loro cali e rialzi.

In occasione di eventi così grossi da influenzare il mercato, come disastri naturali, controversie commerciali internazionali o la pandemia causata dal Coronavirus, gli azionisti si preoccupano che il valore dei loro investimenti possa calare. E questo genere di timore si esprime con la vendita delle proprie azioni. Alcuni azionisti possono essere felici di venderle, sapendo che mantenendo un’esposizione su quegli investimenti per un lungo periodo c’è la possibilità che una società possa fallire, dissipando completamente il valore dell’investimento. In un momento in cui il mercato si riempie di persone che vogliono vendere, potrebbero farsi avanti anche compratori che scelgono di acquistare azioni quando il loro prezzo è ridotto.

D’altra parte, le nuove tecnologie, gli accordi commerciali, report sugli utili positivi, o qualsiasi altra ragione che spinga il mercato a essere ottimista può portare gli investitori a esporsi in maniera più decisa su alcune società aumentando la domanda per un determinato titolo che offre un numero di azioni ben preciso.

E la crescita di valore di una società si accompagna con la domanda e l’offerta delle sue azioni, facendo muovere anche il valore delle azioni.

Quando si valuta il valore di un indice bisogna tenere presente che le società guadagnano e perdono valore quotidianamente e questo fa sì che la media sia sempre bilanciata. Questo è il motivo per cui è possibile che alcune delle principali società possano perdere valore, ma se il prezzo delle azioni di altre aziende si alza il valore generale dell'indice potrebbe rimanere invariato.

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